A un mese e mezzo dall’inizio di questo 2012 le sensazioni che si provano a vivere il mondo immobiliare non sono sicuramente positive.
Le indiscrezioni che scaturiscono dalle analisi della situazione italiana sono che, dove si può, si cerca di mantenere lo status quo, quale tesoro da difendere; cercare di migliorarlo appare alquanto improbabile. Anche perché non si sa ancora, da una settimana all’altra, quali cambiamenti sostanziali ci troveremo ad affrontare.
Il governo Monti sta procedendo in modo celere, ma siamo ancora in mezzo al guado. E’ un limite, un handicap culturale, difficile da abbattere in poche settimane.
All’incertezza, si affianca anche lo sconforto di chi ha perso la speranza. Gli occupati Italia continuano a diminuire; tra chi occupato non è, c’è chi cerca una occupazione e chi invece non ci prova nemmeno più. Ci sono categorie veramente in grossa difficoltà lavorativa e sociale.
Genova, con la Fincantieri ne è un palese esempio: si stanno creando centinaia di disoccupati assolutamente impreparati a vivere una tale situazione, abituati ad avere la certezza del posto di lavoro; ed adesso, dal primo pomeriggio del 25 luglio, si trovano nel panico.
40/45enni, in cantiere da decenni e assolutamente impreparati a riproporsi nel mondo produttivo; magari abitanti a nel ponente cittadino e nemmeno pronti a spostarsi magari in un altro quartiere per altro lavoro.
E Monti propina: che noia il posto fisso; basta lavoro in loco, andiamo a lavorare in Europa.
Ma come può percepire questi segnali chi adesso è lì davanti a un bidone in fiamme in Via Soliman davanti ai cancelli di Fincantieri?
Il mondo immobiliare cammina sulla stessa lunghezza d’onda. Chi può mantiene lo status quo; si tiene la casa piccola, che magari ha acquistato 5/6 anni fa ”sparandosi” 80/90% di mutuo sul prezzo e adesso si ritrova con un valore tra le mani magari inferiore a quanto ha speso.
Sperare di ottenere un mutuo è impossibile: il principio tanto moderno ed europeo di Monti ”basta posto fisso… che noia, spazio alla flessibilità” va bene per i programmi sociali, ma è una panzana per le banche.
Provate ad andare in banca senza un posto fisso e vedere cosa vi rispondono: una pernacchia.
In questi giorni, nella nostra ACROPOLI IMMOBILIARE abbiamo proposto dei nuovi immobili che ci hanno dato da vendere a parecchi clienti e la maggior parte ci ha risposto che non cerca più: o ha deciso di rimanere dove è o ha virato verso l’affitto.
Questo si chiama sconforto: non cerco più lavoro, non compro più casa.
Da gennaio 2011 a gennaio 2012 sono calati del 44% le richieste di mutuo; e quale è la percentuale di chi invece ci ha provato a bussare allo sportello della banca e si è sentito pernacchiare?